La certificazione energetica degli edifici: che cosa è utile sapere

Pubblicato il 4 aprile 2012

Certificazione Energetica edificiLa Comunità Europea, nell’ottica di rispettare gli obiettivi di contenimento dei consumi energetici e riduzione delle emissioni previsti dal Protocollo di Kyoto, ha emanato una Direttiva relativa al contenimento energetico in edilizia, alla quale l’Italia, attraverso delibere

delle singole Regioni, si è adeguata.
La Regione Emilia-Romagna ha emanato la Delibera di Assemblea Legislativa 156/2008 che è entrata in vigore il 1 luglio 2008.
La DAL 156/2008 si occupa di favorire il risparmio energetico, l’uso efficiente delle risorse, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili in edilizia, disciplinando in particolare i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e le modalità della certificazione energetica, attraverso l’introduzione delle Classi energetiche e l’Attestato di Certificazione Energetica.

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è un documento redatto da un Certificatore, iscritto all’elenco dei Soggetti accreditati della Regione, che riporta la prestazione energetica dell’edificio in modo sintetico e comprensibile a tutti.
La prestazione energetica è espressa in base alle Classi energetiche, che vanno dalla migliore (Classe A o A+) alla peggiore (classe G) e fa riferimento al fabbisogno di energia primaria necessaria per la climatizzazione invernale e la preparazione dell’acqua calda sanitaria.
Nel caso di compravendita, l’ACE deve essere redatto a cura del venditore e consegnato all’acquirente, e ha validità 10 anni dalla data di rilascio.
Oltre alla classe energetica di appartenenza, il certificato riporta l’indice EPtot (indice di prestazione energetica), espresso in kWh/mq/anno, che indica la quantità di kWh di energia primaria necessari ogni anno per ogni mq di superficie. L’energia primaria è energia che non è stata soggetta a nessun processo di conversione o trasformazione, come ad esempio i combustibili fossili (petrolio o gas metano). E’ necessario 1 mc di gas metano per produrre 10 kWh di energia primaria. Quindi, ad esempio, un indice EPtot di 30,00 kWh/mq/anno significa che si consumerà ogni anno circa 3 mc di gas metano per ogni mq di superficie.
Un edificio in Classe A consuma circa il 50% in meno rispetto ad un edificio in Classe C e circa l’80% in meno di un edificio in Classe G.
Tradotto in Euro, e considerando l’attuale costo del gas metano, significa che un edificio con superficie utile di 100 mq, il cui indice di prestazione energetica è pari 30 kWh/mq/anno (Classe A) avrà un consumo pari a 3.000 kWh/anno, con un costo di circa 230 Euro/anno. Lo stesso edificio con un indice di prestazione energetica pari a 70 kWh/mq/anno (Classe C) avrà un consumo pari a 7.000 kWh/anno, con un costo di circa 530 Euro/anno, mentre con un indice di prestazione energetica di 220 kWh/mq/anno (Classe G) avrà un consumo pari a 22.000 kWh/anno, con un costo di circa 1.700 Euro/anno.

Per ulteriori informazioni consigliamo il sito della Regione Emilia-Romagna.

Fabbricati interessati:

Appartamenti "Il Girasole a Reda"