CENSIS 2004: La casa dei sogni è ecologica e immersa nel verde

Pubblicato il 4 febbraio 2005

Censis 2004 case

L’annuale osservatorio del Centro di ricerche sociali dedica anche qualche aspetto a casa, edilizia e immobili.

La soddisfazione abitativa: il 41,6% degli italiani è contento della casa in cui abita e il 48,6% abbastanza soddisfatto. Il disagio o la scarsa soddisfazione riguardano perciò il 10% delle famiglie, circa 2,2 milioni, concentrate per lo più nelle grandi città. Tra i fattori di soddisfazione si rileva la dimensione media delle case, ritenuta ottimale, e quella dei collegamenti (salvo in alcune metropoli), mentre qualche critica c’è per gli aspetti estetici, per lo scarso isolamento termico e acustico e per la presenza di barriere architettoniche.

L’aspirazione al verde e all’indipendenza domestica: molti italiani ambiscono a possedere una casa unifamiliare caratterizzata da tranquillità e autonomia (vedi le case a Reda di Aurora). Ricercata anche la casa ecologica, cioè in linea con i più moderni canoni di salvaguardia ambientale (guarda a questo proposito la Dolce Casa di Aurora Case Preziose). Tra i confort ritenuti necessari c’è il giardino, o almeno il terrazzo, e poi il box o il posto auto. Sono al giorno d’oggi meno ricercati i tradizionali servizi delle case in condominio, come il portierato, le antenne, i riscaldamenti centralizzati e i giardini condominiali. Molto graditi, infine, gli impianti di condizionamento.

Poche case in affitto: il CENSIS nota che negli ultimi anni la spesa per le case popolari si è ridotta in quasi tutti i Paesi d’Europa. In Italia, dove l’80% dei cittadini è proprietario immobiliare, la percentuale di case destinate all’affitto per i ceti poveri è inferiore alla media europea e il problema abitativo sembra ancora piuttosto sentito. Per il 55% dei cittadini la casa resta una questione aperta e il 34,8% la ritiene una emergenza grave per il caro affitti e per gli aumenti dei prezzi registrati nelle grandi città. In generale, la scarsa disponibilità di case per affitto a basso costo è una pesante limitazione sociale ed economica perché costituisce un freno alla mobilità sul territorio per ragioni di lavoro; perché ritarda l’uscita dei giovani dalle case paterne e quindi il formarsi di nuove famiglie; perché accentua l’impoverimento demografico delle grandi città a causa della emigrazione verso le periferie dei ceti più deboli. In questo contesto sia gli operatori, come le cooperative edilizie e le imprese di costruzione, sia molte Amministrazioni comunali (per esempio Milano e Bologna) si stanno ponendo il problema di come costruire o riadattare case per gli affitti a basso costo anche nelle vicinanze dei centri cittadini.

Nuove case: il CENSIS rileva che dal 1999 c’è una espansione delle nuove costruzioni abitative. Emilia, Lombardia e Veneto sono le regioni più dinamiche; in genere il 30% delle nuove case si costruiscono nel nord-ovest, un altro 30% nel nord-est e il 20% ciascuno nel sud e nel centro.

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