Il Centro-Nord preferisce la vita di provincia: Reda si conferma modello vincente

Pubblicato il 24 maggio 2006

Istat Emilia Romagna

Questo è quello che emerge dai dati ISTAT. Secondo questi ultimi, infatti, tra il 1995 e il 2005 la popolazione di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche è aumentata di quasi 400mila unità, di cui il 90% ha scelto però di risiedere in piccoli comuni. Sui 10 milioni di abitanti dell’area, oggi meno di un terzo vive nei capoluoghi contro i 6.8 milioni residenti in città minori.
In Emilia Romagna la popolazione regionale è cresciuta del 5.78% ma appena del 2.35% nei comuni capoluogo, contro un 7.85% dei piccoli centri. Bologna è la città che risulta più penalizzata (-3.12% di residenti mentre in provincia la popolazione è salita del 9.73%) mentre il comune di Reggio vede crescere i residenti di oltre il 14%.

Lo spopolamento delle città è dovuto anche all’aumento dei cittadini autoctoni che si spostano nei comuni limitrofi (dove trovano una qualità della vita superiore, più verde e abitazioni a costi inferiori) trasformandosi in pendolari. Tanto che l’integrazione con le aree comunali attigue sta diventando una priorità delle amministrazioni cittadine.

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